Socialmente – 15 giugno – Roma

Claudia Marsicano e Francesco Alberici in Socialmente

Qual è la nostra identità: reale o virtuale…

Al Teatro India di Roma, il 15 giugno 2019, Francesco Alberici e Claudia Marsicano presentano «SocialMente», lavoro che affronta in maniera divertente il tema dell’identità virtuale con cui viviamo sui social.

Socialmente una piece teatrale sull’allucinazione continua in cui viviamo scandita dall’irreale e dal virtuale dei mezzi digitali e della televisione.

Il principio di realtà subordinato ad una virtualità, che lo influenza e definisce perché l’identità di ciascuno è complementare all’identità virtuale.

Socialmente è uno spettacolo che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e premi:

Socialmente

ideazione e regia di Francesco Alberici e Claudia Marsicano
drammaturgia di Francesco Alberici
assistente alla regia Daniele Turconi

6 giugno 2019
Ore 21:30
TEATRO INDIA, Lungotevere  Vittorio Gassman,  1 – 00146 ROMA,

Biglietti e informazioni qui

 

 

Tropicana – 23 febbraio – Bagnone

Teatro_Quartieri_Bagnone

Tropicana fu hit dell’estate 1983, insieme alla celebre “Vamos a la playa”, che fecero nascere la parola “tormentone”.
 Ma chi davvero saprebbe dire di cosa parla? Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

A che serve indagare questo brano? In quest’era utilitaristica se qualcosa non serve a niente è inutile, non ha senso. Che senso ha dunque il nostro lavoro di ricerca, il nostro lavoro teatrale e culturale? Se lo chiedono i protagonisti  che interpretano lo stato dell’arte e il rischio di scomparire, come gli autori del successo del 1983 poi svaniti, come gli anni 80 che non ci hanno lasciato niente, come cantava un’altra famosa canzone.

Insomma, il brano vacanziero è in realtà un grido di denuncia di una società anestetizzata davanti agli spot, inconscia della fine che bussa alla porta, come un vulcano o un’espolosione atomica.

Il calypso orecchiabile e ritmato è il sottofondo di un testo terribile: la descrizione dell’apocalisse, cui i presenti assistono senza rendersene conto, perché si sentono “come dentro un film”, mentre  in televisione passa la pubblicità di una bibita: la Tropicana, appunto.

Tropicana si lega a un immaginario distorto, sia sul piano pubblico (gli anni ottanta, la decadenza, la paura dell’atomica) che su quello privato, dove Tropicana rappresenta l’edonismo, la festa obbligatoria, la spensieratezza disimpegnata, il divertimento da villaggio, cioè il nulla.

Tropicana

Teatro Quartieri – Piazza Europa, 19 – 54021 – Bagnone (MS)

ore 21:00

 0187 42781

Socialmente – 15 Febbraio – Salerno

IV-stagione-mutaverso

Per riflettere sulla nostra identità virtuale…

Francesco Alberici e Claudia Marsicano presentano “Socialmente” alla IV edizione della Stagione MUTAVERSO TEATRO, ideata e diretta da Vincenzo Albano a Salerno, nata come osservatorio attivo sul teatro contemporaneo italiano e realizzata da Erre Teatro con il contributo del Comune di Salerno e con il supporto di T.A.N Teatri Associati Napoli – C.Re.A.Re Campania, PuraCultura, Scene Contemporanee, Theatron 2.0 e Centro Studi sul Teatro Napoletano, Meridionale ed Europeo.

Nove appuntamenti, sei prime regionali, cinque ospitalità uniche in Campania da dicembre 2018 ad aprile 2019, all’Auditorium del Centro Sociale di via Cantarella 22 (zona Pastena) a Salerno.

Socialmente è una riflessione sull’allucinazione continua in cui viviamo, immersa nell’irreale e nel virtuale dei mezzi digitali e della TV, dove le persone pensano di identificarsi, ma finiscono per perdersi nell’irreale soggettivo e collettivo, di un mondo altro da quello vero.

La realtà diventa così una parte del virtuale, che la influenza e definisce perché l’identità di ciascuno diventa una parte dell’identità virtuale, per cui, qual è il proprio Se oggi?

Socialmente è uno spettacolo che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e premi:

Socialmente

ideazione e regia di Francesco Alberici e Claudia Marsicano
drammaturgia di Francesco Alberici
assistente alla regia Daniele Turconi

15 febbraio 2019
Ore 21:00
 Auditorium Centro Sociale Via R. Cantarella 22 – 84122 – Salerno
Info e prenotazioni: info@erreteatro.it |Tel. 329 4022021

Socialmente – 8 febbraio – Sarezzo

Claudia Marsicano e Francesco Alberici in Socialmente

Per riflettere sulla nostra identità virtuale…

Francesco Alberici e Claudia Marsicano inaugurano la 36ma edizione di «Proposta», il progetto teatrale per la Valtrompia, organizzato da Comunità montana con la direzione artistica di Treatro Terrediconfine, sta nella linea della rassegna caratterizzata dalla scelta di spettacoli legati a tematiche sociale e civili e dal profondo radicamento nella cultura e nelle tradizioni del territorio. «Proposta» vede l’adesione di 11 Comuni della valle dove, da febbraio a maggio, ci saranno 14 spettacoli, 7 esiti di laboratori e 4 «extra».

Si comincia l’8 febbraio allo Spazio Praticabile di Sarezzo con Francesco Alberici e Claudia Marsicano (Premio UBU 2017 per la miglior attrice under 35) che, per la serata inaugurale, presentano «SocialMente», lavoro che affronta in maniera divertente il tema dell’identità virtuale con cui viviamo sui social.

Socialmente una piece teatrale sull’allucinazione continua in cui viviamo scandita dall’irreale e dal virtuale dei mezzi digitali e della televisione.

Il principio di realtà è subordinato a un principio di virtualità, che lo influenza e definisce perché l’identità di ciascuno è complementare all’identità virtuale.

Socialmente è uno spettacolo che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e premi:

Socialmente

ideazione e regia di Francesco Alberici e Claudia Marsicano
drammaturgia di Francesco Alberici
assistente alla regia Daniele Turconi

8 febbraio 2019
Ore 20:00
 Spazio Praticabile – via Dante, 159 –  Sarezzo (Brescia)

 

 

Tropicana a Cascina (Pisa)

Tropicana è il succo di frutta numero uno al mondo, leader di mercato negli Stati Uniti, in Francia e in Gran Bretagna. È il 1947 quando Antonio Rossi, un emigrante siciliano, crea in Florida un impianto di pastorizzazione e imbottigliamento di spremuta d’arancia. Negli anni sessanta Tropicana è la prima società a vendere le spremute della Florida oltreoceano.

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano. Dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, anno di uscita, è diventato un brano simbolo dell’estate tout-court, passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, ballo di gruppo per eccellenza e immancabile colonna sonora di ogni villaggio turistico. Ma di che cosa parla veramente questa canzone?

Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni attore sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze. Lo spettacolo, tra ironia e nonsense, cela il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

In un’epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato; e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Tropicana – 18 gennaio 19 – Cascina (Pisa)

Tropicana fu hit dell’estate 1983 (insieme all’altrettanto celebre “Vamos a la playa”): nacque quell’anno la parola “tormentone”.

Ma chi davvero saprebbe dire di cosa parla?

Perché nessuno ci ha mai fatto caso?

Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

In un’epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato; e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Lo spettacolo, tra ironia e nonsense, cela il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

Città del Teatro

Via Tosco-Romagnola, 656 – Cascina (Pisa)

ore 21:00

  biglietteria@lacittadelteatro.it

 345.8212494

  Biglietteria on line 

Tropicana a Cantù (Como)

 

Tropicana fu hit dell’estate 1983 (insieme all’altrettanto celebre “Vamos a la playa”): nacque quell’anno la parola “tormentone”.
 Ma chi davvero saprebbe dire di cosa parla? Perché nessuno ci ha mai fatto caso?
Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

A che serve indagare questo brano? In quest’era utilitaristica se qualcosa non serve a niente è inutile, dunque non ha senso. Che senso ha dunque il nostro lavoro di ricerca, il nostro lavoro teatrale e culturale? Se lo chiedono i protagonisti dello spettacolo, che interpretano lo stato dell’arte e il rischio di scomparire, sulle orme della hit omonima del Gruppo Italiano, successo del 1983 che ha sancito lo scioglimento della band.
Un brano in apparenza frivolo e vacanziero, che è in realtà un inquietante grido di denuncia di una società lobotomizzata davanti a uno spot televisivo, inconscia della deriva alle porte.

Su un calypso orecchiabile e ritmato si innesta infatti un testo di tutt’altra natura: la canzone descrive un’apocalisse, alla quale i presenti assistono senza quasi rendersene conto, perché si sentono “come dentro un film” e in televisione sta passando la pubblicità di una bibita: la Tropicana, appunto.

La dimensione ossimorica del brano, basata sul contrasto tra musica e testo, rispecchia la fortuna del brano stesso: dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, è diventato un brano simbolo passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, mentre l’angosciante tematica del testo è passata completamente in secondo piano. Tropicana si lega a un immaginario distorto, sia sul piano pubblico (gli anni ottanta, la decadenza dei costumi, la nascita della televisione berlusconiana, l’inizio dell’ascesa del PSI craxiano, la paura dell’atomica) che su quello privato (Tropicana rappresenta la dimensione della festa costante e quasi obbligatoria, della spensieratezza disimpegnata, del divertimento da villaggio).

La riflessione tocca aspetti come il rapporto tra l’arte e il mercato e la superficialità del pubblico, riflesso di una società distratta dal refrain mellifluo della pubblicità.

un progetto di FRIGOPRODUZIONI
produzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti
con Claudia Marsicano, Daniele Turconi, Salvatore Aronica, Francesco Alberici
drammaturgia di Francesco Alberici
creazione collettiva a cura di Francesco Alberici
aiuto regia Daniele Turconi, Claudia Marsicano

Tropicana – 12 gennaio 19 – Cantù

Tropicana fu hit dell’estate 1983 (insieme all’altrettanto celebre “Vamos a la playa”): nacque quell’anno la parola “tormentone”.
 Ma chi davvero saprebbe dire di cosa parla? Perché nessuno ci ha mai fatto caso?
Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

A che serve indagare questo brano? In quest’era utilitaristica se qualcosa non serve a niente è inutile, dunque non ha senso. Che senso ha dunque il nostro lavoro di ricerca, il nostro lavoro teatrale e culturale? Se lo chiedono i protagonisti dello spettacolo, che interpretano lo stato dell’arte e il rischio di scomparire, sulle orme della hit omonima del Gruppo Italiano, successo del 1983 che ha sancito lo scioglimento della band.
Un brano in apparenza frivolo e vacanziero, che è in realtà un inquietante grido di denuncia di una società lobotomizzata davanti a uno spot televisivo, inconscia della deriva alle porte.

Su un calypso orecchiabile e ritmato si innesta infatti un testo di tutt’altra natura: la canzone descrive un’apocalisse, alla quale i presenti assistono senza quasi rendersene conto, perché si sentono “come dentro un film” e in televisione sta passando la pubblicità di una bibita: la Tropicana, appunto.

La dimensione ossimorica del brano, basata sul contrasto tra musica e testo, rispecchia la fortuna del brano stesso: dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, è diventato un brano simbolo passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, mentre l’angosciante tematica del testo è passata completamente in secondo piano. Tropicana si lega a un immaginario distorto, sia sul piano pubblico (gli anni ottanta, la decadenza dei costumi, la nascita della televisione berlusconiana, l’inizio dell’ascesa del PSI craxiano, la paura dell’atomica) che su quello privato (Tropicana rappresenta la dimensione della festa costante e quasi obbligatoria, della spensieratezza disimpegnata, del divertimento da villaggio).

La riflessione tocca aspetti come il rapporto tra l’arte e il mercato e la superficialità del pubblico, riflesso di una società distratta dal refrain mellifluo della pubblicità.

Lo spettacolo si svolge su diversi piani: da una parte gli attori che, in modo realistico, interpretano i componenti della band; dall’altra gli stessi attori che diventano i protagonisti del testo della canzone; infine il piano metateatrale, in cui man mano si svela al pubblico la finzione, un gioco che tuttavia vira verso una sterile autoreferenzialità in assenza di un collante drammaturgico. Diventa escamotage posticcio dal quale resta fuori qualsiasi coinvolgimento emotivo.

Teatro Comunale San Teodoro

Via Corbetta, 7 – Cantù (CO)

ore 21:00

  info@teatrosanteodoro.it

338 2170275 | 331 9780855

  Biglietteria

Socialmente – 7 ottobre – Pioltello

Claudia Marsicano e Francesco Alberici in Socialmente

Per riflettere sulla nostra identità virtuale…

Nell’ambito del Festival Teatrale Maurizio Felisati, il 7 ottobre, Francesco Alberici e Claudia Marsicano portano in scena  Socialmente una piece teatrale sull’allucinazione continua in cui viviamo scandita dall’irreale e dal virtuale dei mezzi digitali e della televisione.

Il principio di realtà è subordinato a un principio di virtualità, che lo influenza e definisce perché l’identità di ciascuno è complementare all’identità virtuale.

Socialmente è uno spettacolo che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e premi:

Socialmente

ideazione e regia di Francesco Alberici e Claudia Marsicano
drammaturgia di Francesco Alberici
assistente alla regia Daniele Turconi

7 ottobre 2018
Ore 21:00
 Teatro Schuster, Via Aldo Moro 3 – Pioltello (MI)

Biglietti e Informazioni

 

Socialmente – 28 agosto – Bassano del Grappa

CSC Garage Nardini

Per riflettere sulla nostra identità virtuale…

Per l’edizione 2018 di Operaestate a Bassano del Grappa, Francesco Alberici e Claudia Marsicano in Socialmente fanno riflettere sull’allucinazione continua in cui viviamo scandita dall’irreale e dal virtuale dei mezzi digitali.

Claudia Marsicano in Socialmente

Il principio di realtà è subordinato a un principio di virtualità, che lo influenza e definisce perché l’identità di ciascuno è complementare all’identità virtuale.

Socialmente è uno spettacolo che ha ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, riconoscimenti e premi:

Socialmente

28 agosto 2018
Ore 21:00
CSC Garage Nardini
Via Bombardini, 7 – 36061 Bassano del Grappa (Vicenza)

Biglietti e Informazioni
Biglietteria Operaestate
Via Vendramini 35
tel. 0424 524214 – 0424 519811