R.osa – 6 aprile – Pisa

teatro verdi di Pisa

Al Teatro Verdi di Pisa, Claudia Marsicano in R.osa

“… Il gioco virtuosistico di Marsicano, devoto e beffardo, e la ricerca sulle gioiose possibilità del corpo predisposta da Gribaudi sembrano gravitare, entrambi, sulle latitudini di una spensieratezza di forma che sottende indagine, contrarietà e ombre. Il frangente più esplorato (almeno in sede performativa) sembra essere quello dell’interrogazione, un po’ irridente, al conservatorismo estetico del pubblico. Una questione che lambisce, naturalmente, quella – più grande – del rapporto tra il canone e il suo scardinamento ma non indugia nello sviluppo della riflessione sull’eteronormatività del corpo danzante per focalizzarsi, invece, sulle procedure puntiformi della sua ludica messa al vaglio. Allo stesso tempo, il vigore ironico e la natura quasi coriacea della disinvoltura di Marsicano rendono difficile rintracciare la piega attraverso la quale possa filtrare la sua fragilità, oppure lo spettatore possa riconoscervi la propria. R.OSA si pone, con coraggio, in una delicata zona liminare tra il problema dell’armonia esteriore, l’ipercorrezione di un disegno di femminilità levigata e la conduzione di un ragionamento politico (nell’accezione di Virgilio Sieni per la quale «il corpo è sempre politico, nel momento in cui si fa dialogante con gli schemi abitudinari dell’oggi»)…”  Ilaria Rossini, teatroecritica

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R.osa – 10 esercizi per nuovi virtuosismi

6 aprile 2019

Ore 21:00

Teatro Verdi

 

Tropicana a Cascina (Pisa)

Tropicana è il succo di frutta numero uno al mondo, leader di mercato negli Stati Uniti, in Francia e in Gran Bretagna. È il 1947 quando Antonio Rossi, un emigrante siciliano, crea in Florida un impianto di pastorizzazione e imbottigliamento di spremuta d’arancia. Negli anni sessanta Tropicana è la prima società a vendere le spremute della Florida oltreoceano.

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano. Dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, anno di uscita, è diventato un brano simbolo dell’estate tout-court, passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, ballo di gruppo per eccellenza e immancabile colonna sonora di ogni villaggio turistico. Ma di che cosa parla veramente questa canzone?

Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra identità reali e immaginarie, in cui ogni attore sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze. Lo spettacolo, tra ironia e nonsense, cela il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

In un’epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato; e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Tropicana – 18 gennaio 19 – Cascina (Pisa)

Tropicana fu hit dell’estate 1983 (insieme all’altrettanto celebre “Vamos a la playa”): nacque quell’anno la parola “tormentone”.

Ma chi davvero saprebbe dire di cosa parla?

Perché nessuno ci ha mai fatto caso?

Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

In un’epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato; e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Lo spettacolo, tra ironia e nonsense, cela il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

Città del Teatro

Via Tosco-Romagnola, 656 – Cascina (Pisa)

ore 21:00

  biglietteria@lacittadelteatro.it

 345.8212494

  Biglietteria on line